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Landscape
1
Acrilico su tela
100x100cm
2006
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Landscape
Acrilico su tela
80x80cm
2006
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Landscape
2
Acrilico su tela
100x100cm
2006
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Untitled
Acrilico su tela
70x70cm
2006
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Landscape
Acrilico su tela
70x70cm
2005
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Landscape
70x70cm
Acrilico su tela
2005
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Foresta
di cristallo
50x60cm
Acrilico su tela
2004
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Giallo
cromo
40x40x7
Acrilico su tela
1999
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Enzo
Rovella
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Nasce
nel nel 1966 a Catania dove vive e lavora. Negli anni scorsi ha realizzato una personale al Monastero dei Benedettini di Catania, ha esposto alla Biennale di Pechino, alla XIV Quadriennale a Palazzo Reale di Napoli, in numerose gallerie italiane, tra cui l’Attico di Fabio Sargentini a Roma, da Sergio Tossi a Prato e da Bianca Maria Rizzi a Milano. E’ presente in diverse collezioni pubbliche e private. Le sue opere sono state acquisite da fondazioni private.
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| 2008 |
Collettiva "Astrazione contemporanea in Sicilia", Carta Bianca Fine Arts, Catania
Formule. 1° Biennale internazionale d’arte contemporanea a cura di Stefania Provinciali, Palazzo ducale,
Sabbioneta (MN)
Art & Style, Fiera Internazionale d´Arte e Design, San Gallo, Svizzera, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Personale “Landscape”, Galleria d’Arte Contemporanea Quadrifoglio, Siracusa |
| 2007 |
International Art Fair Zurigo, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Asta benefica a favore della Associazione Montessori Internazionale (AMI) in collaborazione con GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Lions Club Salzgitter e la Sparkasse Salzgitter-Bad (GER) (catalogo)
Personale “Da tanta parte dell´ultimo orizzonte” a cura di Alberto Zanchetta, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Personale “Enzo Rovella al Monastero dei Benedettini” a cura di Beatrice Buscaroli, Monastero dei Benedettini, Catania (catalogo) |
| 2006 |
Collettiva
L´arte di amare l´arte a cura di Massimo
Riposati e Virgilio Inastasi, Museo Civico Castello Ursino,
Catania |
| 2005 |
Personale
Black Screen a cura di Helga Marsala. Arte Contemporanea,
Catania.
Collettiva Second Beijing International Art Biennale
a cura di Vincenzo Sanfo, National Art Museum Of China, Pechino
(Cina)
Collettiva Immagine Presente a cura di Lucio Barbera,
Centro Congressuale Fieristico Culturale Le Ciminiere,
Catania |
| 2004 |
Collettiva
Insulae Creative Turbulences a cura di
Rosanna Musumeci, Castello di San Michele, Cagliari
Collettiva La Sicilitudine a cura di Carmelo Strano,
Studio DArs, Milano |
| 2003 |
Collettiva
XIV Esposizione Quadriennale d'Arte di Roma 2003-2005
a cura di Massimo Bignardi, Palazzo Reale, Napoli
Collettiva Futura. Siciliani, tradizione e nuovo immaginario
a cura di Francesco Gallo, Casa del pittore, Mosca |
| 2002 |
Collettiva
L'offerta della parola - Stesicorea a cura di
Antonio Presti, Casa dei poeti-Devozione alla bellezza, Catania |
| 2000 |
Personale
Hand Made a cura di Lorella Scacco. Arte Contemporanea,
Catania
Collettiva 4 direzioni di ricerca a cura di Carmelo
Strano, Fondazione Luigi Di Sarro, Roma |
| 1999 |
Personale
Enzo Rovella, Carta Bianca Fine Arts, Catania
Collettiva Caos Italiano, Nuove Visioni a cura
di Ruggero Maggi, Antico Ospedale dei Battuti-Torre Scaramuccia,
S. Vito al Tagliamento |
| 1997 |
Personale
Paesaggi astratti a cura di Demetrio Paparoni,
Sergio Tossi Arte
Contemporanea, Prato
Personale Contaminazioni, Galleria Rosanna Musumeci
Arte Contemporanea, Catania
Collettiva Giro d'Italia - Palermo a cura di Demetrio
Paparoni, Galleria |
| 1994 |
Collettiva
Contrasti, Galleria Andrea Cefaly, Catania |
| 1992 |
Collettiva
L'Idea e il Linguaggio, Galleria Andrea Cefaly,
Catania |
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Enzo
Rovella
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DA
TANTA PARTE DELLULTIMO ORIZZONTE
Alberto Zanchetta
Pochi sono gli artisti capaci, allinterno della loro opera,
di mantenere e conciliare i caratteri precipui di istanze di natura
opposta quali lastrazione e la figurazione. Enzo Rovella è
uno di questi.
La serie dei LandScapes dichiara nel proprio titolo la chiave di
lettura per mezzo della quale si fa strada in noi la possibilità
interpretativa figurativa; è tuttavia nella realizzazione
pittorica che tale concetto diviene stridente e coercitivo. La forma
si origina da un gap significante, abisso ineludibile che si evince
nella distinzione concettuale fra il carattere poetico-evocativo
dellopera e la mise en uvre di questa, ossia il suo
compimento tecnico. Controllo, rigore e metodo la fanno da padroni.
Nulla è lasciato al caso, l'unica sua intromissione viene
relegata nellambito di cui è connotato imprescindibile:
linconoscibilità. Attraverso essa lopera diviene
arte, ma non come casuale risultato di malcelate pulsioni inconsce,
bensì come razionale produzione di senso.
Enzo Rovella si rivela artista della dicotomia. Lastrazione
figurativa, o la figurazione astratta, non diviene mai fusione schematica,
né sintesi dintenti, bensì fautrice di microcosmi
aniconici e macrocosmi percettivi. Lesattezza della prassi
si prostra di fronte alla volontà della forma, che a sua
volta si flette e si adatta ai voleri della tecnica. Il dialogo
bidimensionale fra superfici cromatiche è schietto e rimane
fedele a se stesso. La profondità dei piani si realizza pienamente
contraddicendo la piattezza della pelle dellopera. Lo spazio
e il tempo non esistono, la tela li annulla senza annientarli, vengono
ricreati tangibilmente e concettualmente per mezzo del dialogo intertestuale
che ricostituisce la profondità assente. Filtrato, dominato,
controllato, il colore non perde la sua forza; bianco e nero spaccano
la visione aprendo lo sguardo verso un paesaggio altro, un oltre
vasto e molteplice.
I LandScapes assurgono allo status di paesaggi residuali, chiusi
allinterno di se stessi benché aperti alla comprensione/compressione
del mondo esterno. Distesa, radura, bosco, foresta, lago... paesaggio
mentale ed emozionale che diviene hortus conclusus, finito e compiuto
di per se stesso. Ma esso racchiude e contiene in sé linfinitezza
dellorizzonte: linterminato spazio al di là della
siepe che da tanta parte dellultimo orizzonte il guardo esclude.
Poco importa stabilire se ci troviamo di fronte ad una sorta di
Romanticismo analitico o ad una specie di calda Astrazione figurativa.
Lassoluto rigore compositivo di Rovella si scontra con la
potenza evocativa del paesaggio, i suoi LandScapes si nutrono di
echi narrativi, scoprendo la possibilità di un universo organico.
Lalbero si fa tronco, e il tronco legno. La tela diviene stampa,
xilografia, che proprio nel legno ha la sua matrice. Ma non di xilografia
si tratta, la matrice sussiste come radice, muta da causa in effetto,
da modello a forma. Forma che è testimonianza, anelito, perché
la radice è - in tutto e per tutto - rizoma (Deleuze e Guattari
ci informano in merito). Il modello del rizoma si contrappone a
quello dellalbero in quanto comprende in sé lidea
della molteplicità, sfugge agli schemi precostituiti e manifesta
ramificazioni eterogenee. Lopera di Enzo Rovella si situa
allinterno di tale evoluzione polisemica. La sua tela diviene
un campo tensivo di forze silenziose, in cui contrasti cromatici
forti e netti traggono dalla gradazione, più che dalla sfumatura,
la loro potenza percettiva.
Temperature fredde e venature argentee preservano la vitalità
della natura sopita sotto una spessa coltre di neve, la raffreddano,
la bloccano, la sopiscono senza annichilirla. La malia delle venature,
del colore filtrato e calibrato, sgranato ma definito, è
la seduzione della solitudine, lansia della quiete apparente,
il conforto della calma; attimi di stasi che fanno presagire il
dipanarsi di un galvanico fremito psicofisico.
La profondità figurativa si diparte dallastrazione
per creare i propri piani, per inventare la propria esistenza nello
spazio e nel tempo. I LandScapes di Rovella sono dunque superfici
inanimate, inanimali, capaci di creare mondi percettivi isolati
e isolabili, ma questi - proprio per la loro natura dialettica -
mai si rivelarono più vasti e sterminati.
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