Enzo Rovella

Enzo Rovella
Universo
2010 - 185x185 cm
Acrilico su tela
Acryl auf Leinwand
Acrylic on canvas
Enzo Rovella
Neo colors - yellow
2008 - 120x120 cm
Acrilico su tela
Acryl auf Leinwand
Acrylic on canvas
Enzo Rovella
Astratto
2010 - 50x50 cm
Acrilico su tela
Acryl auf Leinwand
Acrylic on canvas

Enzo Rovella vive e lavora a Catania dove è nato nel 1966.
In occasione della manifestazione “Il Rito della luce 2014″, organizzata dalla Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti, ha realizzato una grande pittura murale donata alla città di Catania.

Tra le sue principali esposizioni spiccano la partecipazione alla 14° Quadriennale di Roma nel 2003, alla 54° Biennale di Venezia nel 2011. Nello stesso anno espone presso la Fondazione Sambuca di Palermo curata da Paolo Falcone e partecipa alla mostra “Sicilia sopra tutti” alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini di Siracusa curata da Duccio Trombadori. Opere sue sono state acquisite da Fondazioni private e da Istituzioni pubbliche. Nel dicembre 2012 è stato premiato a Pechino con la 2° Cup International of Art Water Cube. In questa occasione una sua opera di 200x200 cm è stata acquisita dalla città di Pechino per il Museo del Water Cube. Un´altra importante acquisizione è quella del Comune di Alcamo per il Museo del Vino (Castello dei Conti di Modica). Nel 2007 tiene una personale al Monastero dei Benedettini di Catania curata da Beatrice Buscaroli e una personale alla Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter di Milano presentata da Alberto Zanchetta. Nel 2005 espone alla 2° Biennale di Pechino curata da Vincenzo Sanfo del Centro Italiano per le Arti e la Cultura.

 

Selected Solo Show

2016
Landscapes, a cura di Bianca Maria Rizzi, Boscolo Milano, Museum Hall, Milano

2015    
Night Vision, a cura di Carmelo Strano, Galleria Carta Bianca Fine Arts, Catania

2012    
Babele, Famous Italian Artist, Bipersonale, Art new, Chaoyang District, Pechino

2011
Bipersonale
, a cura di Paolo Falcone - Fondazione Sambuca
Astronomy,
Galleria Carta Bianca Fine Arts, Catania

2010
Universi
, a cura di Lucio Barbera, Galleria Antonio Battaglia, Milano

2008
Landscape
, a cura di Mario Cucé, Galleria Quadrifoglio, Siracusa

2007
Da tanta parte dell’ultimo orizzonte
, a cura di Alberto Zanchetta, Galleria Bianca Maria Rizzi, Milano
Enzo Rovella al Monastero dei Benedettini
, a cura di Virgilio Anastasi e Francesco Rovella, Monastero dei Benedettini, Catania

2005
Black Screen
, a cura di Helga Marsala, Arte Contemporanea, Catania

2000
Hand Made
, a cura di Lorella Scacco, Arte Contemporanea, Catania

1999
Enzo Rovella
, Galleria Carta Bianca Fine Arts, Prato

1997
Paesaggi astratti
, a cura di Demetrio Paparoni, Sergio Tossi Arte Contemporanea, Catania

1994
Contaminazioni
, Galleria Rosanna Musumeci Arte Contemporanea, Catania

 

Selected Group Show

2016
Carte d’autore
, a cura di Francesco Rovella, Galleria Carta Bianca, Catania
Landscape
, Palazzo Sant’Elia, Palermo

2015   
Artisti di Sicilia
da Pirandello a Iudice, a cura di Vittorio Sgarbi, Museo Civico Castello Ursino, Catania
2°Biennale di Arte Contemporanea, Le Latitudini dell’Arte
, Palazzo Ducale, Genova

2014
Artisti di Sicilia
da Pirandello a Iudice, a cura di Vittorio Sgarbi, Palazzo Sant’Elia, Palermo
Arte per l’Arte, Artisti per il Palio di San Lorenzo, 
Museo di Sant’Agostino, Genova
Artisti di Sicilia
, a cura di Vittorio Sgarbi, Tonnara di Favignana, Museo ex Stabilimento Florio, Trapani
Arte nel cuore, 
Galleria Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter, Milano

2013
Arte attraverso il Mediterraneo, 
Istituto Italiano di Cultura, Malta
Asia Contemporary Art Show 2013,
Hong Kong
Portofino Contemporary Art, 
Sala delle Grida, Palazzo della Borsa, Genova
Io Klimt
, a cura di Francesco Gallo, Palazzo dei Consoli, Gubbio

2012
2nd “Art Water Cube” Cup International Painting and Calligraphy, Exhibition - Tour
in
China of “Olympian Fine Arts” 2012 (London), Water Cube, Pechino
Babele
, Famous Italian Artists, Art New, Chaoyang District, Pechino

2011
Artisti nella luce di Sicilia
, a cura di Vittorio Sgarbi, Palazzo della Cultura, Catania
Oro
, Galleria Antonio Battaglia, Milano
Barocco austero
, a cura di Carmelo Strano, Antiche Cucine ex Monastero dei Benedettini, Catania
54° Biennale di Venezia
, a cura di Vittorio Sgarbi, Galleria Civica Montevergini, Siracusa
Sicilia sopra tutti
, a cura di Duccio Trombadori, Galleria Civica Montevergini, Siracusa

2010
Neoicomoduli
, Figurazione internazionale complessa, a cura di Carmelo Strano, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa
Stemperando
, IV Edizione, a cura di Giovanna Barbero, Biblioteca Nazionale Universitaria - Cosenza, Biblioteca Nazionale - Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, Torino
Young’s Gallery Collection
, Vecchiato Art Galleries, Milano

2009   
Nuove contemplazioni
, a cura di Alberto Agazzani, Galleria L.I.B.R.A., Catania
Premio Internazionale Limen Arte
, Palazzo Comunale E. Gagliardi, Vibo Valentia

2008
Formule
- I Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea, Sabbioneta

2007
Quaranta 50x50
, a cura di Virgilio Anastasi, Istituto Europeo Promozione Arte Contemporanea, Catania

2006
I segnali dell’aurora
, Galleria d’Arte Moderna Le Ciminiere, Catania
L’arte di amare l’arte
, a cura di Massimo Riposati e Virgilio Anastasi, Museo Civico Castello Ursino, Catania

2005
2nd Beijing International Art Biennale
, a cura di Vincenzo Sanfo, National Art Museum of China, Pechino
Immagine Presente
, a cura di Lucio Barbera, Centro Congressuale Fieristico Culturale “Le Ciminiere”, Catania

2004
Insulae
, Creative Turbulences, a cura di Rosanna Musumeci, Castello di San Michele, Cagliari

2003
Contaminazioni
, Castello dei Conti di Modica, Alcamo
XIV Esposizione Quadriennale d’Arte di Roma
2003-2005, a cura di Massimo Bignardi, Palazzo Reale, Napoli
Index
, a cura di Francesco Gallo, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Napoli
Futura. Siciliani, tradizione e nuovo immaginario
, a cura di Francesco Gallo, Casa del Pittore, Mosca

2002
L’offerta della parola
Stesicorea, a cura di Antonio Presti, Casa dei poeti – Devozione alla bellezza, Catania

2001
Angelus Novus
, Museo Comunale “Emilio Greco”, Catania

2000
Quattro direzioni di ricerca
, a cura di Carmelo Strano, Fondazione Luigi Di Sarro Castel di Tusa, Roma

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Rovella Zanchetta

Da tanta parte dell`ultimo orizzonte di Alberto Zanchetta

 

Pochi sono gli artisti capaci, all’interno della loro opera, di mantenere e conciliare i caratteri precipui di istanze di natura opposta quali l’astrazione e la figurazione. Enzo Rovella è uno di questi.

La serie dei LandScapes dichiara nel proprio titolo la chiave di lettura per mezzo della quale si fa strada in noi la possibilità interpretativa figurativa; è tuttavia nella realizzazione pittorica che tale concetto diviene stridente e coercitivo. La forma si origina da un gap significante, abisso ineludibile che si evince nella distinzione concettuale fra il carattere poetico-evocativo dell’opera e la mise en œuvre di questa, ossia il suo compimento tecnico. Controllo, rigore e metodo la fanno da padroni. Nulla è lasciato al caso, l'unica sua intromissione viene relegata nell’ambito di cui è connotato imprescindibile: l’inconoscibilità. Attraverso essa l’opera diviene arte, ma non come casuale risultato di malcelate pulsioni inconsce, bensì come razionale produzione di senso.

Enzo Rovella si rivela artista della dicotomia. L’astrazione figurativa, o la figurazione astratta, non diviene mai fusione schematica, né sintesi d’intenti, bensì fautrice di microcosmi aniconici e macrocosmi percettivi. L’esattezza della prassi si prostra di fronte alla volontà della forma, che a sua volta si flette e si adatta ai voleri della tecnica. Il dialogo bidimensionale fra superfici cromatiche è schietto e rimane fedele a sé stesso. La profondità dei piani si realizza pienamente contraddicendo la piattezza della pelle dell’opera. Lo spazio e il tempo non esistono, la tela li annulla senza annientarli, vengono ricreati tangibilmente e concettualmente per mezzo del dialogo intertestuale che ricostituisce la profondità assente. Filtrato, dominato, controllato, il colore non perde la sua forza; bianco e nero spaccano la visione aprendo lo sguardo verso un paesaggio altro, un oltre vasto e molteplice.

I LandScapes assurgono allo status di paesaggi residuali, chiusi all’interno di se stessi benché aperti alla comprensione/compressione del mondo esterno. Distesa, radura, bosco, foresta, lago... paesaggio mentale ed emozionale che diviene hortus conclusus, finito e compiuto di per se stesso. Ma esso racchiude e contiene in sé l’infinitezza dell’orizzonte: l’interminato spazio al di là della siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Poco importa stabilire se ci troviamo di fronte ad una sorta di Romanticismo analitico o ad una specie di calda Astrazione figurativa. L’assoluto rigore compositivo di Rovella si scontra con la potenza evocativa del paesaggio, i suoi LandScapes si nutrono di echi narrativi, scoprendo la possibilità di un universo organico.

L’albero si fa tronco, e il tronco legno. La tela diviene stampa, xilografia, che proprio nel legno ha la sua matrice. Ma non di xilografia si tratta, la matrice sussiste come radice, muta da causa in effetto, da modello a forma. Forma che è testimonianza, anelito, perché la radice è - in tutto e per tutto - rizoma (Deleuze e Guattari ci informano in merito). Il modello del rizoma si contrappone a quello dell’albero in quanto comprende in sé l’idea della molteplicità, sfugge agli schemi precostituiti e manifesta ramificazioni eterogenee. L’opera di Enzo Rovella si situa all’interno di tale evoluzione polisemica. La sua tela diviene un campo tensivo di forze silenziose, in cui contrasti cromatici forti e netti traggono dalla gradazione, più che dalla sfumatura, la loro potenza percettiva.

Temperature fredde e venature argentee preservano la vitalità della natura sopita sotto una spessa coltre di neve, la raffreddano, la bloccano, la sopiscono senza annichilirla. La malia delle venature, del colore filtrato e calibrato, sgranato ma definito, è la seduzione della solitudine, l’ansia della quiete apparente, il conforto della calma; attimi di stasi che fanno presagire il dipanarsi di un galvanico fremito psicofisico.

La profondità figurativa si diparte dall’astrazione per creare i propri piani, per inventare la propria esistenza nello spazio e nel tempo. I LandScapes di Rovella sono dunque superfici inanimate, inanimali, capaci di creare mondi percettivi isolati e isolabili, ma questi - proprio per la loro natura dialettica - mai si rivelarono più vasti e sterminati.

 

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