"Del <Codice sul volo degli uccelli>"

Del "Codice sul volo degli uccelli" di Stefania Provinciali
From the "Codex on the Flight of Birds" of Stefania Provinciali

Si rinnova la pittura di Luca Gastaldo, si rinforza di luci dentro il nero del bitume, si combina in nuove suggestioni pur rimanendo espressione di un mondo in bilico tra liricità dell’essere, dell’esistere e drammaticità dell’esistenza, sintetizzata dalle nuove generazioni in qualcosa che necessariamente avverrà, che si insinuerà nella natura e nell’uomo, lasciando un senso di perdita per ciò che è stato.

Illusioni e delusioni che l’essere umano porta con sè, vecchie e nuove nello stesso tempo, come vecchie e nuove sono le sintesi di materia che l’artista realizza sulla tela, dove i rimandi alla ricerca dello <sfumato> antico si combinano con le immagini che escono dalla materia buia, lievi, latenti quanto basta per fare amare il luogo narrato ma tanto oscure <dentro> da far temere l’irreparabile.

Sono i contrasti formali messi in campo e scavati dall’autore nel comporre i suoi paesaggi probabili, fatti di assonanze fra cieli e terra, cose ed esseri umani, composti nella loro essenzialità così da dare un’idea di forma ma nel contempo da comprendere altre possibili forme, spesso appena accennate nella loro <piccolezza>, esposte alle metamorfosi della natura.

Bisogna guardare a fondo per capire. Non basta cogliere e lasciarsi trasportare da quel lirismo inaspettato, tanto coinvolgente da far amare il buio che c’è dietro, da essere memoria di leggenda e poesia.

Ecco, allora, che il passaggio della luce che emerge dai quadri, pur nella loro <oscurità>, si trasforma in ombra e quanto mai attuale nella sua eterna essenza appare il sapere di Leonardo nel celebre passo sulla bugia che porta a comprendere come l’arte del dipingere sia l’unica in cui l’esercizio dell’illusione è legittimo.

La natura appare immobile, prima del temporale, che forse verrà o si dileguerà nel cielo aperto ad uno spiraglio di luce; le emozioni si condensano come nuvole, i titoli delle opere inducono all’evidenza, al preannunciarsi di un possibile evento che va oltre, per entrare nelle pieghe dell’essere umano, fino ad essere assimilato dalla mente. Romantico o anacronistico il fare pittorico di Luca Gastaldo si muove tra una indagine tecnica e formale, capace di  restituire il pensiero, suo o di ogni essere vivente, non conta, ciò che conta è la narrazione che si muove tra le luci e le ombre dell’esistere.

 

Luca Gastaldo’s painting is refreshed and reinforced with lights shining out of black bitumen, coming together in fresh ideas despite remaining an expression of a world delicately balanced between the lyricism of being and existing and the drama of existence, synthesized by the new generations into something that will necessarily come to pass and which will creep into nature and Man, leaving behind a sense of loss for what once was. 

These are illusions and delusions, both old and at the same time new, that mankind brings with him, just as the artist’s material creations on canvas are old and new, where references to the old style “sfumato” study combine with images that emerge from the dark matter, softly dormant enough to make you appreciate the depicted location yet with enough “inner” darkness to make you fear the irretrievable.

These are the formal contrasts depicted and studied by the painter in his prospective landscapes compositions, created out of assonances between the heavens and the earth or objects and human beings and thus composed in their essentialness that they have some semblance of form, yet at the same time include other possible forms, often merely hinted at in their “minuteness” and subjected to the metamorphoses of nature.

You have to really look hard to understand.  It’s not enough to absorb and be carried away by that unusual lyricism, which is captivating enough to make you love the darkness within it, itself turning into a reminder of legend and poetry.

And so the shifting light that emerges from the paintings, even in their “darkness”, is transformed into shade and Leonardo’s wisdom, as valid as ever in its eternal essence, manifests in the well-known discourse on the lie that leads us to understand that the art of painting is the only one in which the practice of illusion is legitimate.

Nature appears motionless before the storm, which may perhaps arrive or disappear into the open sky in a spiral of light.  Emotions condense like clouds.  The titles of the works bring evidence and forewarning of a possible event that goes beyond just that, penetrating the very core of mankind until it is assimilated by the mind.  It doesn’t matter that, romantic or anachronistic, Luca Gastaldo’s pictorial manner shifts between a technical and formal study, capable of restoring either his own opinion or that of every living being.  What counts is the narration that shifts between the light and shadow of existing.

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